nov
23
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Articolo apparso la scorsa settimana sul New York Times e accompagnato da un servizio fotografico che non rende molta giustizia a noi fan, ma ne rende parecchia a Benedict.

Benedict e le Cumberbitches: che aspetto ha la fama da dentro un meme.

Quelle nelle prime file sono accampate da ore, corpi schiacciati contro le barriere – una calca di 10 file di persone, che si danno da fare per conquistarsi una buona posizione, che si arrampicano sui pali della luce per vedere meglio, e che rendono intransitabili interi isolati di King Street, la strada principale del centro di Toronto. “Si vede che deve arrivare Denzel,” deduce un uomo di mezza età di passaggio, visto che stiamo parlando di una premiere al Festival Internazionale di Cinema di Toronto. Ma no, è Benedict Cumberbatch, una star del cinema che non ha nemmeno un film di successo all’attivo e un sex symbol estremamente britannico, ormai diventato un fenomeno virale su internet, i cui ruoli più degni di nota (Sherlock Holmes, Julian Assange, Khan di Star Trek Into Darkness) sono permeati da un potente alone di asessualità.

Ma non sembra esserci né logica né buonsenso nella forza sismica dell’isteria femminile che segue Cumberbatch ovunque vada. Tutto questo è già accaduto al TIFF lo scorso anno, quando venne a promuovere il suo film su Assange, The Fifth Estate, che si è poi rivelato essere il più grande flop del 2013. E sta certamente succedendo anche ora, alla premiere a Toronto di The Imitation Game, che non si può certamente considerare un film di cassetta bensì un film storico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale sull’asociale crittografo inglese (e martire gay) Alan Turing. Al termine del festival, il film conquisterà il premio del pubblico People’s Choice Award, che precedentemente è stato vinto da The King’s Speech e 12 Years a Slave – è quindi estremamente probabile che questo film sulla matematica che ha nel ruolo principale un attore un po’ nerd ma molto sexy possa portarsi a casa un Oscar.

Un SUV nero si avvicina, e le urla hanno inizio. La folla spinge in avanti, centinaia cellulari si sollevano in aria in direzione dell’auto, attraverso la nuvola di collage fatti a mano della faccia di Cumberbatch. “E’ così figo!” ridacchia un’esausta ragazzina dai capelli rossi che impugna grezzi disegni di Cumberbatch nelle vesti dello Sherlock della BBC, con lunghi ricci e un impermeabile, e il colletto tirato su. “Amo i suoi occhi un po’ strabici e la sua faccia. Anche mia nonna lo ama, ed ha 75 anni!” sospira una ventenne in una giacca da marinaio. Senza alcun preavviso, una piccola ragazza giapponese si fa largo tra la folla con impressionante abilità e arriva davanti, travolgendo varie persone al suo passaggio. Lo sportello della macchina si apre. Le urla crescono fino a diventare assordanti. “Ben-e-dict! Ben-e-dict! Ben-e-dict!”

“Conosco Ben da 15 anni”, mi dirà il suo collega in The Imitation Game Matthew Goode il giorno seguente, “e ieri è stata la prima volta in cui mi sono reso conto che lui ormai è come un Beatle.”

Non appena Cumberbatch si accomoda al 31esimo piano del Trump Hotel a Toronto ed annuncia che avrebbe voglia di un cocktail a base di pisco (ndt acquavite sudamericana), il sempre all’erta cameriere appare: “Mi sembra di capire che vogliate due cocktail al pisco?”

“Sì per favore!” urla Cumberbatch.

“Singoli o doppi? Com’è stata la Sua giornata oggi?”

“Doppi, cazzo!” dice Cumberbatch, facendo un gran sorriso e accennando un ballo sulla sedia. “Per forza doppio. Sempre!”

È un drogato dei cocktail al pisco, dice, perché gli piacciono i cocktail al whiskey, e un amico che è stato in Sud America ha preteso che ne provasse uno. Dice che gli piace anche la tequila, cosa che accende una discussione sulle origini del pisco, se sia ricavato dal cactus o dall’uva (è un brandy, quindi dall’uva), che a sua volta diventa spunto per una discussione su Google, sui libri, sui Kindle e su come ormai nessuno conosca più nulla e conservi più alcuna informazione.

nov
22
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Benedict, ospite del Charlie Rose The Week, parla di Sherlock e Alan Turing. Dal minuti 19:00 circa.

nov
22
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Benedict ed Edward Norton parlano di film e teatro al Variety Studio: Actors on actors

nov
22
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Ecco gli articoli apparsi sul TIME (e accompagnati da copertina e servizio fotografico) e il sito Film Debate tradotti in italiano.

TIME

Benedict Cumberbatch: Mr. Intelligenza

L’attore di The Imitation Game su Alan Turing, video giochi vintage e perché è così bravo ad interpretare geni complicati.

Hai interpretato molti personaggi intriganti nel corso degli anni – da Alan Turing alla voce del drago ne Lo Hobbit a Stephen Hawking. Quanti di loro secondo te sono dei geni?

Senza un ordine particolare, Hawking, Frankenstein, Joseph Hooker [il botanico inglese in Creation], Oppenheimer, Turing, Assange. Van Gogh–un genio. E Sherlock.

Credo che tu debba mettere in conto anche il superuomo progettato geneticamente.

Si, Khan [di Star Trek] è decisamente intelligente.

Hai fatto ricerche su questi uomini prima d’interpretarli. Hai qualcosa in comune con loro?

Beh, sono personalità uniche – persone che sembrano essere così diverse che vivono in un mondo quasi diverso dal nostro. Quella è sempre una cosa molto interessante sulla quale concentrarsi come attore. Il mio più grande risultato con questi personaggi è di mostrare che no, loro sono esseri umani. Hanno amori e preferenze. Hanno tutte le contrapposizioni che noi sperimentiamo nella condizione umana. Ma filtrate in un modo particolare.

Turing è stato uno dei più grandi inventori della storia, a cui si attribuisce l’idea di un computer programmabile e la visione della possibilità dell’intelligenza artificiale. Quando parli di lui alle persone, sanno chi egli sia?

No, e sono scioccati. Tutti dicono, Perché non ne so nulla riguardo questa cosa? I successi di quest’uomo sono straordinari. Tutto ciò che riguarda i computer – tutto può funzionare prima di ogni cosa solamente grazie alla sua idea di creare qualcosa di universale.

nov
20
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Veramente un bell’articolo questo apparso su Irish Time qualche giorno fa. Di seguito la traduzione.

Benedict Cumberbatch: “E’ fantastico realizzare quanto siamo insignificanti.”

La star di The Imitation Game ha poco tempo per il gossip che gli gira intorno ma parla allegramente di tutto: da Sherlock a Star Trek fino al nostro posto nell’universo.

Sto per essere presentato a Benedict Cumberbatch quando dei cacciatori di autografi si mettono in mezzo. Lui provvede allegramente, anche quando un autografo diventa una dozzina. “E potrebbe firmare questo per mia sorella?” diventa una specie di tema.

Scrive un biglietto personale per due studentesse che stanno per affrontare il loro primo spettacolo teatrale. E un altro. E un altro ancora.

Se non avessi saputo già da prima che la star di Sherlock e Star Trek: Into Darkness è l’uomo più popolare in Gran Bretagna, l’avrei capito adesso.

Alla fine saluta il suo fan club. “Di niente,” gli dice. “Uno dei vantaggi del lavoro.”

Balza in avanti e prende una barretta gigante di Toblerone al cioccolato fondente. “Mi scusi,” mi dice con una decisa stretta di mano. “Ma ho bisogno davvero di zucchero.” Spinge educatamente il grande triangolo di cioccolata a lato della bocca in modo che possa continuare a parlare. L’effetto fa affinare ancora di più gli zigomi già taglienti. “Vorrei ci fosse un modo più decoroso di farlo,” sorride.

Non me ne viene in mente nemmeno uno. Questo è esattamente il modo in cui mi aspetterei una delle sorelle Mitford mangiare dolcetti a forma poliedrica se ultimamente si fossero trovate a parlare con le Cumberbitches. Ma l’attore trentottenne non riesce a trovare un motivo per lamentarsi.

nov
20
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No, non è il titolo di un film… Guardate i video di Benedict e il cast de I Pinguini di Madagascar intervistati dal sempre divertente Josh Horowitz di Mtv.

nov
20
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Benedict ospite nei giorni scorsi di altri due eventi, l’Academy Members Screening di The Imitation Game e il CNN Heroes: An All Star Tribute.

>> Academy Members Screening

>> CNN Heroes: An All Star Tribute

nov
20
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Benedict è di nuovo sulla copertina del TIME. Cliccate sull’immagine per vedere i bellissimi scatti in HQ e il video del dietro le quinte del photoshoot.

nov
19
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Breve ma simpatico articolo apparso sul sito People.com.

BENEDICT CUMBERBATCH PARLA DI FIDANZAMENTO E CUMBERBAMBINI

Cosa vi aspettavate, una foto su Instagram?

Benedict Cumberbatch non avrebbe mai annunciato il suo fidanzamento con la regista teatrale e attrice Sophie Hunter sui social media. Invece lo ha annunciato nella colonna nascite, morti, matrimoni del Times, ha raccontato a PEOPLE Lunedì che la decisione semplicemente “sembrava giusta”. “È ciò che avrei fatto se non fossi stato, in un certo senso, famoso. È ciò che noi facciamo. È una sorta di cosa tradizionale da fare” ha detto l’attore trentottenne alla premiere di The Imitation game a Los Angeles sponsorizzata da Chanel.

“Volevo avere un certo controllo sul messaggio. Non sono su Twitter o uso i social network. È troppo impersonale. Preferirei fare ciò che abbiano fatto e che le persone lo scoprano così piuttosto che vederci da qualche merdoso, sgranato filmato mentre ci fissiamo con amore l’uno negli occhi dell’altro con un anello al dito. Volevo che fosse nostro”. Ha aggiunto: “Siamo così felici e volevamo soltanto che tutti sapessero quanto siamo felici”.

E in cambio i fan hanno fatto sì che la coppia sapesse quanto sono felici loro.

“Una delle cose più incredibili sul fidanzamento, che non avevamo idea si sarebbe riversata su di noi, è l’incredibile quantità di amore che ci sta proprio sommergendo”, ha detto l’attore di Sherlock e di 12 anni schiavo. “Pensavo che riguardasse solo noi che dichiariamo il nostro amore e che ci stiamo per sposare, ma davvero è il mondo che dice: “anche noi vi amiamo!”. È sorprendente. Famiglia, amici, il mondo… È sorprendente”.

Infine PEOPLE ha accennato a Benedict che i suoi fan adesso si aspettano qualcos’altro – i cosiddetti “Cumberbambini”.

“Oh mio Dio”, ha risposto. “Bene, anche mia madre aspetta Cumberbambini”.

Traduzione a cura di Francesca per Cumberbatched Italy. Non riportare altrove, nemmeno parzialmente, senza citarci come fonte. Grazie.

nov
19
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Traduzione dell’articolo su Benedict apparso nel numero di Novembre di The Lady.

‘Alan Turing? E’ stato una vera e propria miccia per il mondo.’

Benedict Cumberbatch interpreta il brillante code breaker Alan Turin nella nuova biopic The Imitation Game. Qui, spiega a Jeananne Craig perché, nonostante una propensione per il tweed, il suo genio non abbia nulla a che fare con Sherlock.

Cosa rende così bravo l’uomo del momento, Benedict Cumberbatch, ad interpretare personaggi peculiari?

‘Sembro un po’… no, non dirò di Alan Turing che sembrava un po’ strano!’ il 38enne di Londra dice, riferendosi al personaggio che interpreta in questo nuovo film, ‘Non so. Penso sia una storia che può davvero toccare tutti.’

Il suo aspetto unico e le mirabili performance, inclusa quella sul fondatore di Wikileaks, Julian Assange (in The Fifth Estate del 2013) e Frankenstein (nell’adattamento del 2011 di Danny Boyle per il National Theatre) gli hanno portato legioni di fans – anche se le sue ammiratrici sono in lutto a seguito della notizia del suo fidanzamento con l’attrice e regista Sophie Hunter. Molte di queste ‘cumberpeople’ erano alla premiere del suo ultimo film (una aveva un cartello con su scritto: ‘Un Oscar per Benedict’), nel quale interpreta il difficile code breaker, Alan Turing.

Vi perdoneremo se vorrete fare dei paragoni con questo personaggio e l’alterego di Cumberbatch, l’insuperabile detective Sherlock. Entrambi sono eccentrici, outsider dalla mente eccelsa ma come l’attore insiste, senza apparire affatto geniale come i personaggi che interpreta, ‘il crossover sul diagramma di Venn è davvero labile.’

Mentre sorseggia una tazza di tè forte, Benedict ammette che la sua mente torna alla battaglia di Bosworth, dopo aver intrepretato Riccardo III in una serie TV di prossima uscita. ‘Alan non va in giro a provare che tutti hanno torto e lui ragione [come Sherlock]. Lavora silenziosamente a cambiare le cose, da una prospettiva unica, senza sbandierarlo al mondo con un cappotto lungo per far sembrare i poliziotti degli stupidi.’

Inoltre, aggiunge: ‘Alan preferisce di gran lunga il tweed. Sherlock ne ha portato un po’ col cappello da deerstalker ma sono davvero diversi…’

Un pioniere della matematica e dell’informatica, i suoi sforzi nel decodificare il codice tedesco Enigma a Bletchey Park, non ha avuto riconoscimenti quando era in vita. La sua carriera venne, infatti, distrutta nel 1952 dopo una condanna di ‘grave indecenza’ dovuta alla sua omosessualità, che lo portò ad accettare la castrazione chimica come alternativa alla prigione. Due anni dopo, a 41 anni, questo eroe tragico si suicidò.

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