ott
25
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Tre esilaranti clip dalla puntata del Graham Norton Show che è andata in onda ieri sera sulla BBC One. Le trovate dopo il salto.

ott
25
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Ecco la traduzione dell’articolo di FLAUNT. Vi ricordo che qui potete vedere le bellissime foto che lo accompagnavano.

Nel suo trattato esistenziale, Il Mito di Sisifo, Albert Camus ipotizzò l’esistenza di un solo grande problema filosofico: la contemplazione del suicidio, il processo accelerato del non-essere che ha consumato le vite di tanti grandi uomini e donne della storia, incluso lo studente di Cambridge e decriptatore della Seconda Guerra Mondiale Alan Turing, un uomo il cui genio matematico ha salvato milioni di vite aiutando a concludere il secondo conflitto mondiale anticipatamente. Dopo aver ricevuto carta bianca da Wiston Churchill per guidare un team composto da alcune delle più grandi menti della sua generazione in una corsa contro il tempo per risolvere il più grande puzzle della sua epoca, il matematico inglese fu successivamente arrestato per la sua omosessualità, subendo un trattamento coatto di ormoni da parte proprio di quelle istituzioni che aveva fondamentalmente aiutato a salvare, e per questo, il periodo più importante della sua vita – segreto di stato per oltre 50 anni, e adesso trama dell’importante film di Hollywood The Imitation Game – è un racconto di tragedia e pathos di classica risonanza. “Mi fa davvero arrabbiare che poi, sorprendentemente, le istituzioni si siano degnate di scusarsi o di perdonarlo dopo la sua morte,” afferma Benedict Cumberbatch, attore inglese d’impronta classica che ha studiato ad Harrow e autodefinitosi “alleato etero” che interpreta Turing nel sorprendente biopic del regista Morten Tyldum, prodotto da Weinstein. “Voglio dire, “perdono”? L’unica persona che dovrebbe usare questa parola è Alan Turing [A Turing è stato concesso un “perdono reale” per le sue tendenze omosessuali nel 2013]. Il suo modo di essere non aveva bisogno di alcun perdono.”

ott
24
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Ieri è stata registrata la puntata del Graham Norton Show che andrà in onda stasera sulla BBC One, alle 23:35 (ora italiana). Da quel che vedo nelle foto, ci sarà da divertirsi.

ott
23
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Benedict era presente ieri (insieme alle co-star de Lo Hobbit e 12 anni schiavo, Luke Evans e Lupita Nyong’o) al party per il lancio del VIP Store di Bally London. Cliccate sulle foto per vederle tutte.

ott
21
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In occasione dell’uscita della versione estesa di The Hobbit: The Desolation of Smaug tramite download digitale, la Warner Bros ha rilasciato due behind the scenes dedicati a Smaug. Li trovate sul sito del Los Angeles Times, sul sito di Empire, su questo Tumblr e un altro dopo il “read more…”

ott
21
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E’ stata finalmente svelata la statua di Benedict al museo delle cere Madame Tussauds di Londra. Ecco John Cormican, lo scultore che se n’è occupato, posare con la statua. Qui trovate tante altre foto e dopo il “read more…” trovate il video del making of.

Pic by @wahnwerk

Thanks to Nadja & CumberlordFB for the picture.

ott
20
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Qualche giorno fa è uscita una lunga intervista su OUT Magazine, accompagnata da un bellissimo servizio fotografico che potete vedere sul sito ufficiale. Di seguito trovate la traduzione.

Il Gospel secondo Benedict

In procinto di fare proprio Alan Turing, la star di Sherlock Benedict Cumberbatch non è nuovo alle politiche sessuali e al bullismo. Ed è pronto ad affrontare tutti gli aspetti dell’argomento.

Fotografia di Samuel Bradley. Fotografie fatte al Barbican Conservatory, Londra.

I biglietti più ricercati a Londra per il prossimo anno non sono quelli degli One Direction, di Miley Cyrus, o di Beyoncé. Sono quelli dell’Amleto interpretato da Benedict Cumberbatch, al Barbican. Qualcosa come 100,000 biglietti per uno spettacolo teatrale che avrà 12 settimane di repliche sono andati in vendita pochi giorni prima del mio appuntamento con Cumberbatch – per coincidenza previsto proprio al Barbican – e sono andati esauriti in pochi minuti. Perfino per gli standard dei teatri londinesi (più di 22 milioni di persone sono andate a teatro nel 2012-2013), si tratta di un record.

Per Cumberbatch, affrontare il ruolo teatrale più ambizioso – “un salto che ogni eminente attore deve fare prima o poi”, come il saggista Max Beerbohm una volta lo definì – potrebbe rappresentare un rito di passaggio, ma si tratta anche di un test per vedere se la cultura popolare è in grado di aprire le porte alla cultura più alta. Può l’idolo pop Sherlock creare interesse per il Bardo nei suoi fan urlanti? “Vorrei che esplorasse territori che normalmente solo la TV esplora”, dice Cumberbatch, “per poter fare in modo che persone che non hanno mai visto Shakespeare prima vengano a vedermi dal vivo. Vogliamo attirare le persone che non sono mai entrate in un teatro, ma non ci occupiamo di ingegneria sociale, non possiamo quindi dire a quella parte di società che invece a teatro ci viene abitualmente, ‘Oh, mi dispiace – hai un abbonamento. Fanculo’”.

Ovviamente, quel tipo di successo che può far andare esauriti tutti i biglietti di 3 mesi di repliche di uno spettacolo ha i suoi svantaggi. Ci siamo appena seduti al nostro tavolo al Gin Joint – un’elegante brasserie al Barbican – che Cumberbatch inizia a imprecare gentilmente sottovoce: “Oh Dio, ci risiamo, ci risiamo”. Indica quindi due donne di mezza età con un vestito a fiori, sedute ad un tavolo all’altro lato della stanza. “Le floreali laggiù”, dice, distogliendo lo sguardo. “Si stanno girando a guardarci – è iniziata”.

Ma sicuramente Cumberbatch, 38 anni, si sarà ormai abituato a tutta questa attenzione? Annuisce. “Mi ci è voluto tanto tempo per arrivare dove sono arrivato osservando il comportamento umano, per questo sono comunque molto sensibile a questa cosa”, dice. “E non ci posso fare nulla ma mi sento sempre in mostra, cosa che nei giorni buoni va anche bene – lo supero con facilità, e faccio qualsiasi cosa sia in grado di fare come attore e come essere umano per sentirmi rilassato e a mio agio nella mia pelle. Ma abbiamo tutti giorni no, giorni in cui preferiremmo non mostrare la nostra faccia, per qualsiasi motivo – perché abbiamo i postumi di una sbronza, perché siamo sofferenti, per qualsiasi motivo, che sia a livello fisico o emotivo. E allora diventa molto difficile. È davvero, davvero difficile, perché semplicemente non hai voglia di avere a che fare con tutto questo”.

ott
18
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Il 27 novembre esce I Pinguini di Madascar qui in Italia. Purtroppo noi non potremo goderci il doppiaggio di Benedict, ma possiamo ammirare queste belle immagini promozionali che lo ritraggono in posa con Classified.

ott
13
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Benedict intervistato da Yahoo! parla di The Imitation Game e delle voci riguardo ad un probabile Oscar per la sua interpretazione di Alan Turing.

Il successo è una curva di apprendimento.

Benedict Cumberbatch, 38 anni, si trova al festival cinematografico di Toronto per promuovere il suo nuovo film sul matematico di Cambridge Alan Turing, il quale notoriamente contribuì a decifrare il codice Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale. Vestito con una camicia bordeaux a pois di Richard James, un blazer grigio e un paio di jeans, è di un’eleganza informale.

È passato solo qualche anno da quando il mondo ha avuto l’occasione di conoscere Cumberbatch grazie al successo della serie TV, Sherlock. Da allora è stato definito “l’uomo ideale per la donna riflessiva” e l’uomo più sexy del mondo. Alcuni dei film in cui ha recitato sono Atonement, The Whistleblower, Tinker Tailor Soldier Spy, War Horse, Star Trek into Darkness, The Fifth Estate, 12 Years a Slave and August: Osage County.

Restio a parlare della sua vita privata, è stato ufficialmente legato a Olivia Poulet e in seguito all’artista londinese Anna James per un anno fino al 2012.

L’INTERVISTA:

DOMANDA: Quanto tempo ci vuole ad abituarsi a questa improvvisa ascesa alla fama e al successo di cui stai avendo esperienza?

CUMBERBATCH: (ride) Beh il fatto stesso che debba ancora pensarci su significa che non mi sono ancora completamente adattato. È un incessante processo di negoziazione e comprensione. È tutto molto strano ma divertente e penso che mi vada bene, ma si tratta di una curva di apprendimento. È un processo in costante cambiamento.

D: Quanto è stato difficile per te decifrare il codice con questo personaggio?

CUMBERBATCH: Beh certamente mi ha aiutato molto l’incredibile sceneggiatura perché si tratta di un viaggio che intraprendi insieme a lui. Credo che fin dalla famosa scena del colloquio lui possa subito intrigare lo spettatore, ma non si è davvero in grado di capire chi sia quest’uomo, almeno non fino alla fine del film. La sceneggiatura mi è stata di grande aiuto per capire chi fosse quest’uomo. Sapevo già qualcosa di lui grazie al film Breaking the Code, l’opera di Derek Jacobi, io ne vidi la versione per la TV. E purtroppo non si può dire che gli sia stata data l’importanza che meritava nei libri di storia. È singolarmente sconosciuto se paragonato all’importanza che io ritengo abbia come personalità di spicco sia dal punto di vista politico che scientifico. E sì, ovviamente questa cosa ha avuto una parte importante nella sceneggiatura e poi ho potuto fare ricerche in giro e la cosa che mi ha davvero colpito in tutto questo, la cosa che è allo stesso tempo un sollievo per un attore che non è uno studente PHD di matematica e così via, voglio dire io presi una B in matematica GCSE, per niente buono. Vorrei dire a tutti gli studenti GCSE che leggono i vostri articoli, buon per voi qualsiasi voto abbiate preso, andrà sicuramente bene, ma a me fu detto che avrei dovuto prendere A e invece fui bocciato.

ott
12
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Backstage-intervista del servizio fotografico per FLAUNT.

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